sabato 24 ottobre 2009

Costo del kWh elettrico per le varie fonti








La Tabella Permanente dell’Energia
Aggiornata al mese di febbraio 2009

Costo del kWh elettrico per le varie fonti






La Tabella Permanente dell’Energia
Aggiornata al mese di febbraio 2009

giovedì 15 ottobre 2009

Oriana Fallaci




Nino, fra le altre, scrive:
Il ministro Carfagna s’è impegnata a proibire almeno nelle scuole abbigliamenti che risultino umilianti per la dignità delle studentesse islamiche.
Speriamo sia conseguente alle promesse.

Caro Nino,
Non solo a scuola bensì in tutti i luoghi pubblici.
Altrimenti si ribalteranno le condizioni della società fondata sul diritto giurisprudenzialmente inteso trasformando la scuola in "ghetto".
Nessun cedimento ma un solo diritto da cui discindeno anche doveri cioè quello di essere facilmente riconoscibili.
Seppoi si grida che altrimenti le donne verranno costrette in casa dai mariti si dovrà rispondere noi a nostra volta rovesciando l'assunto: le donne in Italia sono libere cittadine e possono rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare il loro sequestro da parte del coniuge; solo questo è loro concesso se non vogliono subire le angherie dei mariti.
Altrimenti se ne ritornino nei Paesi dove vige la Shaaria e così potranno farsi anche battere per il diritto concesso ai maschi dal religioso pensiero.
Mandi,
Renzo Riva






Circolo Bettino Craxi
Via dei Ramni, 4
Roma

RICORDO DI ORIANA FALLACI
Il 15 settembre di tre anni fa moriva Oriana Fallaci. La nostra associazione mantiene vivo il suo ricordo nell’impegno politico e sociale profuso nelle numerose iniziative da noi intraprese contro il pericoloso permissivismo nei riguardi dell’immigrazione clandestina e del terrorismo islamico ed in difesa dello stato di Israele, minacciato di un olocausto atomico dai clericali nazisti iraniani .
A tal proposito vogliamo ricordare due nostre manifestazioni organizzate l’una in occasione della pubblicazione di libri di Oriana Fallaci ,libri che suscitarono accese polemiche ,e l’altra dopo la sua morte per renderle omaggio , così come riportato dai verbali contenuti nel libro-diario del Circolo Craxi:
-14 Maggio 2004 : Conferenza - Dibattito sul tema: '' Oriana, la spada dell'occidente'': Anti-islamismo ed Anti-occidentalismo a confronto. Dibattito organizzato dalle associazioni '' CIRCOLO CRAXI e ''NO GOD''. Interventi di : A.Diaconale, G.Salierno, G.C.Vallocchia, D.Giacalone, C.Pauer Modesti, R.Lovari. F.S.Paletti, P.Winkler, A. Winkler, G.Romano, Gianna Marini,N.Biddau, S.Malerba, D.De Arcangelis,L.D’Agata ,R:Fratini. Ha presieduto il compagno Giulio Vallocchia
-07.11.2006 .Al fine di rievocare Oriana Fallaci,da pochi mesi deceduta, i compagni Palleschi e Del Bue ed il consigliere comunale Fioretti ,durante una affollata assemblea appositamente convocata, hanno ricordato l’impegno civile e politico della scrittrice In tale occasione si è dato Inizio alla raccolta popolare delle firme per dire no al provvedimento proposto dal governo Prodi di dare la cittadinanza agli extracomunitari dopo soli 5 anni. Ha introdotto Nino Biddau..

Purtroppo i tentativi , fortunatamente falliti del governo Prodi-Pecoraro Scanio di riconoscere la cittadinanza italiana agli extracomunitari sulla base del “ius solii” e non del “ius sanguinis” e comunque dopo soli cinque anni di permanenza in Italia , sono stati ripresi da settori dell’attuale maggioranza politica ed in particolare dall’on. Fini che s’è incredibilmente rimangiato tutto quello che aveva sostenuto per anni.
Le proposte del Presidente della Camera appaiono in tutta la loro pericolosità specie in un momento in cui in Italia il terrorismo islamico non si limita più a reclutare ed addestrare nel nostro suolo terroristi da inviare in altri Paesi ma ,compiendo un salto di qualità, organizza cellule di kamikaze per compiere attentati direttamente nelle città italiane. E’ emerso che i kamikaze, che si sono fatti esplodere a Milano davanti ad una caserma militare, sono gli stessi che nei pressi della moschea di via Jenner hanno vigliaccamente aggredito l’on. Santachè ,che stava adempiendo al dovere morale,proprio di ogni persona civile, di sollecitare le donne mussulmane a liberarsi dalle umilianti costrizioni alle quali sono sottoposte da parte di fondamentalisti cialtroni ed ignoranti. .
E’ questa la dimostrazione che molte moschee italiane sono diventate terreno di coltura e fucine di fondamentalisti e terroristi islamici ,come aveva ben documentato nei suoi libri Oriana Fallaci.
L’undici settembre ricorreva l’anniversario della disfatta subita dai turchi davanti alle porte di Vienna nel 1683 e della fine del progetto, elaborato dal sultano Maometto IV in ottemperanza a quanto aveva prescritto il profeta nel corano, di impossessarsi di Roma e di islamizzare l’Italia . L’armata ottomana al comando del Gran Visir Mustafà Pascia, con la conquista della capitale austriaca ,dopo aver attraversato le Alpi, sarebbe stata in grado di arrivare rapidamente a Roma e quindi di operare la trasformazione di S. Pietro in una moschea , come era avvenuto nel 1453 alla chiesa di S. Sofia a Costantinopoli . Con la sconfitta dei mussulmani ,ad opera di valorosi reggimenti polacchi e sardi,si interruppe l’espansione militare turca in Europa ed il processo di conversione più o meno forzata delle popolazioni all’islam
Oggi i seguaci del profeta hanno ripreso una nuova, subdola politica di penetrazione in Europa e nel nostro Paese dove, accolti in maniera indiscriminata in nome di un fuorviante multiculturalismo, pervicacemente rifiutano ogni forma di integrazione culturale : subordinano il rispetto delle istituzioni e delle leggi italiane alle imposizioni dottrinarie degli scritti di Maometto ed alle interpretazioni spesso cervellotiche del corano da parte di iman il più delle volte semianalfabeti ; introducono inoltre furtivamente la poligamia e la pedofilia con l’acquisto (e non è una metafora) di spose bambine e costringono le conviventi -ancelle serventi - ad indossare insopportabili veli ed osceni burka che,come ha ricordato l’ottimo ministro Carfagna , sono i simboli distintivi della inammissibile condizione femminile islamica , caratterizzata dalla mancanza di ogni diritto sociale e civile delle donne. Niqab,higiab,burka ,veli islamici di qualsiasi natura, sono in realtà “divise omologatrici della sottomissione femminile “ le quali ,come tutte le uniformi , svolgono la funzione di spersonalizzare chi le indossa e di comprimerne l’autonomia individuale . In tal modo si creano le condizioni per rendere più agevole al padre autoritario od al marito padrone la gestione sociale, familiare e sessuale della donna.

Il ministro Carfagna s’è impegnata a proibire almeno nelle scuole abbigliamenti che risultino umilianti per la dignità delle studentesse islamiche .Speriamo sia conseguente alle promesse.

Secondo un iman di Milano gli islamici residenti in Italia ,facendo soprattutto leva su una loro incontrollata ed abnorme natalità , riusciranno nel giro di trenta anni ad imporre la cultura medioevale ,di cui sono portatori, anche agli uomini ed alle donne italiane ,come aveva predetto Oriana Fallaci ; della quale invitiamo i nostri politicanti ed in particolare le parlamentari della sinistra, tuttora impegnate nella consueta, rituale esercitazione di insultare Berlusconi , questa volta per la verità in parte a ragione per le espressioni sciocche rivolte a Rosi Bindi, a rileggere le profetiche argomentazioni contenute nelle pubblicazioni della grande giornalista,

ALLA CUI MEMORIA RENDIAMO ANCORA UNA VOLTA DOVEROSO OMAGGIO.

Le parlamentari del PD e dell’IDV hanno dimostrato di essere ipocrite e non credibili perchè si sono ben guardate dal solidarizzare con la coraggiosa on. Santachè , anzi l'hanno messa incredibilmente sotto accusa.
(N.B.)

mercoledì 14 ottobre 2009

Prova di crash

Spett.le Redazione di Greenreport,
Essendo stato iscritto (non so da chi, ma va bene così) alla vostra Newsletter quotidiana, ho il piacere di poter dare un'occhiata a quello che viene pubblicato nel settore dell'ambientalismo.
Comprendo bene la vostra preoccupazione per il tema ambientale, che è una preoccupazione di tutti, ma quando si parla di questioni tecniche e scientifiche è necessario essere accurati, per assicurare che il servizio all'informazione sia corretto.
Nell'articolo sul presunto "altro scandalo" del nucleare francese disponibile al sito http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=1439ho notato che si parla dell'uranio impoverito come di una "scoria" nucleare.
Ora, tutti coloro che hanno una minima dimestichezza con l'energia nucleare (a livello di libri di scuola secondaria, non si chiede di più) sanno bene che l'uranio impoverito, sebbene sia un sottoprodotto dei procedimenti di fabbricazione del combustibile nucleare, in realtà non può essere etichettato come "scoria", perché è addirittura meno pericoloso dell'uranio naturale, essendo appunto impoverito nell'isotopo fissile U235.
Detto questo, chiunque lo disperda (se questo risultasse vero) non fa una cosa ragionevole, anche perché è un materiale concentrato rispetto al minerale di partenza e, soprattutto, che potrà essere utilizzato con vantaggio non appena saranno commercialmente disponibili i reattori autofertilizzanti, che realizzano il sogno dell'alchimista di trasformare materia senza valore in preziosissimo materiale fissile.
Come conclusione, pur comprendendo e condividendo, in quanto Ingegnere Nucleare, la vostra preoccupazione ambientale, vi invito ad essere più cauti nell'adottare paradigmi scientificamente discutibili "ad effetto" nei vostri articoli. La mancanza di conoscenze scientifiche su di un argomento non è una scusante per dire tutto quello che si vuole per supportare le proprie tesi: la realtà, statene certi, prima o poi emerge.
Se, come credo, il vostro intento è fare un servizio all'informazione in campo ambientale, vi esorto a controllare più accuratamente le vostre affermazioni. C'è sempre qualcuno nell'audience che può essere informato dei fatti e può contraddire, come è in questo caso.
Non mi dilungo su altri aspetti legati, ad esempio, all'impatto ambientale delle miniere. Noto telegraficamente che i flussi di materiali coinvolti nel nucleare sono così inferiori a quelli delle fonti fossili che anche le operazioni di miniera hanno un impatto relativamente trascurabile.
Cordiali Saluti,
Walter Ambrosini

Simulazione di aeromobile contro muro esterno di protezione ad un reattore nucleare.



Mandi,
Renzo Riva
349.3464656
video

martedì 13 ottobre 2009

























Mappe dei siti nucleari nella regione Friuli-Venezia Giulia e in Italia










lunedì 12 ottobre 2009


DA FESTAMBIENTE A GROSSETO

14.08.2009

ECCO COME FUNZIONAVA REALMENTE LA POMPA SOMMERSA

MACCHÈ PANNELLO FOTOVOLTAICO!

FUNZIONAVA COL SOLE dell'Enel!
















Presentazione del Prof. Franco Battaglia a Buja - UD il 25 Settembre 2009

http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/francobattaglia.pps

Mandi,
Renzo Riva
renzoriva@libero.it
349.3464656

SE L’INFORMAZIONE FA TERRORISMO
(Il Giornale, 8 ottobre 2009)
di Franco Battaglia

Cominciai a scrivere per il Giornale perché accadde che un giorno fui animato dalla imperdonabile presunzione di volermi rendere utile ad una società più ampia di quella, strettissima, interessata alla chimica teorica (che è la mia specialità). Accadde nel 2000, quando il Paese già da un pezzo era entrato nel pallone – era anzi ampiamente all’apice – dell’isteria da elettrosmog. Il quale, si temeva, diceva, e, soprattutto, scriveva, avrebbe mietuto leucemie infantili in abbondanza. Non conoscendo nulla sull’argomento ma avendo una figlia che era, allora, un’infante di 3 anni, sentii l’obbligo d’informarmi. In capo ad un’ora scoprii dalla letteratura scientifica disponibile che l’elettrosmog non esisteva.


Animato dalla imperdonabile presunzione di rendermi utile, dicevo, sollevai il telefono e composi il numero della redazione di quello che, quando ero piccolo, ricordo, mio papà diceva essere il più stimabile quotidiano nazionale: il Corriere della Sera. La conversazione col capo-redattore si svolse nei termini seguenti:

– Buon giorno, sono un docente del dipartimento di fisica dell’università di Roma; vi interessa un articolo sull’elettrosmog?

– Eccome no, professore, è l’argomento del giorno… ma mi raccomando, non sia troppo tecnico… sa, i nostri lettori… Ma, piuttosto, cosa vuol scrivere?

– Che l’elettrosmog non esiste.

– Allora no, non ci interessa, grazie.

Ma come… le leucemie… i bambini…

La circostanza era curiosa perché erano mesi che quasi quotidianamente tutti i giornali, nessuno escluso, denunciavano l’inquinamento elettromagnetico. Ancora più curioso il fatto che la conversazione si ripeté, esattamente nei termini sopra esposti, quando telefonai a Repubblica e alla Stampa. Quarto della mia lista era il Giornale; anch’esso, come tutti gli altri, avvertiva dei rischi da elettrosmog, ma quando gli telefonai ebbi tutt’altra accoglienza: si incuriosirono, mi chiesero di inviar loro l’articolo e lo pubblicarono. Da allora cominciò sia la mia collaborazione al Giornale, sia l’impegno del quotidiano a denunciare la frottola-elettrosmog. L’impegno durò per mesi anche perché, nel frattempo e con mio stupore, anziché rivedere le proprie posizioni in merito, tutti gli altri quotidiani elevarono vieppiù il livello di allarmismo. A onor del vero, tutti fuorché Libero: ricordo ancora una lunga conversazione telefonica col vicedirettore Renato Farina che mi telefonò perché voleva apprendere come stavano i fatti. Gli raccontai, tra le altre cose, che trovavo strano che il Corsera avesse pubblicato un articolo ove riportava, completamente alterati, i risultati di ricerca del grande epidemiologo Richard Doll: questi aveva trovato che l’elettromog non esisteva, ma il più stimabile quotidiano italiano pubblicò esattamente il contrario. Raccontai a Farina che avevo pure telefonato a Doll, a Oxford, per avere conferma di quanto il Corsera aveva riportato: era tutto sbagliato, mi disse e mi scrisse Doll. Pur da collaboratore del Giornale, mi sembrò corretto che fosse il Corsera a smentire, lo contattai ma si rifiutò di pubblicare le dichiarazioni di Doll da me intervistato. Naturalmente il bravo Farina non si lasciò sfuggire l’occasione e mi chiese che inviassi a lui l’intervista a Doll, che fu così pubblicata da Libero.

Per farla breve, a quel tempo sulla faccenda elettrosmog vi era da una parte il Giornale e Libero; dall’altra, a terrorizzare su un’emergenza – era venuto alla luce – inesistente per la scienza, il resto del gotha dell’informazione italiana, televisione inclusa.

In prima linea c’era Rai3, sia nei Tg che in vari programmi tipo Report o simili. Ricordo ancora quando il Tg3 mi intervistò: avevo dichiarato alle loro telecamere che l’elettrosmog non esiste, ma con un appropriato taglia-e-cuci mandarono in onda una mia dichiarazione con l’esatto contrario di quel che avevo detto. Inviai una email alla povera giornalista che aveva realizzato il servizio, la quale mi rispose scusandosi ma anche dichiarando che non poteva farci niente.

Quanto ai politici, c’era, da una parte, interessatissimo a far passare la frottola-elettrosmog, l’intero centro-sinistra (che era al governo). Con una sola eccezione: Umberto Veronesi, che però, allora, non era un politico ma “solo” il ministro della Sanità; essendo anche stimato oncologo, non aveva evidentemente alcuna intenzione, solo per compiacere i suoi colleghi di governo, di perdere la faccia predisponendo la prevenzione dai tumori tramite interramento delle linee di trasmissione elettrica (perché di questo – 60mila miliardi di lire – si trattava). Dall’altra parte c’era il centro-destra, all’opposizione, che navigava nella più assoluta ignoranza sulla questione, coi più che s’erano fidati di quel che avevano appreso dagli organi di – diciamo così – informazione. Quando la verità cominciò a emergere, una minoranza, più perspicace di tutti, osservò del rischio che, se avessero fatto propria la voce della scienza, il loro leader, Silvio Berlusconi, sarebbe stato oggetto di ulteriori pesantissimi attacchi (di cui certamente non sentiva il bisogno) di conflitto d’interessi: da proprietario di reti televisive era anch’egli responsabile di quell’inquinamento.

Particolarmente interessante fu l’atteggiamento di Antonio Di Pietro. Per ragioni sulle quali è ora troppo lungo dettagliare, il senatore mi aveva contattato per chiedermi di aiutarlo nella stesura della voce protezione-ambientale del suo programma politico, dicendomi che intendeva porre, al centro dello stesso, la questione – a suo dire – morale. Onorato di tanta considerazione gli dissi di dubitare di intendermi io di questioni morali ma che, per quel che capivo, poteva forse interessargli la faccenda elettrosmog che, al di là dei 60mila miliardi di lire, stava impropriamente allarmando l’intero Paese, e che avrebbe potuto rassicurare, almeno lui – che non era col centrosinistra né possedeva impianti di emissioni di campi elettromagnetici – che l’elettrosmog non esiste. Mi rispose che non poteva farlo perché non poteva perdere voti e che avrebbe invece messo la lotta all’elettrosmog al centro del suo programma di protezione dell’ambiente. Sconsolato per la certezza di non intendermi affatto di questioni morali salutai definitivamente il senatore.

Chiosa finale: NEL 2001 il centro-destra vinse le elezioni e nel 2002 il bravo Altero Matteoli, allora ministro all’Ambiente, pose la pietra tombale sulla questione in modo da evitare al Paese lo sperpero di 60mila miliardi di lire in interramento delle linee di trasmissione elettrica, una manovra che, anche se fatta, non avrebbe evitato neanche una leucemia infantile. Antonio Di Pietro, invece, assieme a Verdi, Rifondazione comunista e compagnia cantando, nel 2003 organizzò un referendum che, se fosse passato, avrebbe obbligato, comunque, l’interramento dei cavi elettrici e lo sperpero di 60mila miliardi. Gli italiani al referendum di Di Pietro neanche ci andarono.

http://www.nuovopsi.com/forum/lettura.asp?idogg=32675715
_________________
Slabar




































ILLUSIONI


.
.
.

.

.


Energia fot(t)ovoltaica a presa Enel